Tutte le notizie e le informazioni utili per i test di ammissione

News sui test, pillole didattiche, consigli di studio, analisi delle graduatorie, guide ai test di ammissione e di ateneo: questo e molto altro ti aspettano nel nostro blog

Peer Education: cos’è e perché è il futuro dell’insegnamento
Da Sapere

Peer Education: cos’è e perché è il futuro dell’insegnamento

Negli ultimi anni, il mondo dell’istruzione sta cambiando rapidamente. L’apprendimento tradizionale, basato su lezioni frontali e spiegazioni passive, sta lasciando spazio a metodologie più dinamiche, coinvolgenti ed efficaci. Una di queste è la Peer Education, un approccio che sta rivoluzionando il modo in cui studenti e docenti interagiscono. Ma cos’è la Peer Education? Perché sempre più istituzioni e realtà educative la considerano il futuro dell’insegnamento? E soprattutto, come viene applicata con successo in realtà come Testbusters, che ha trasformato la preparazione ai test d’ingresso universitari grazie a questo metodo? Scopriamolo insieme.

14 marzo 2025

5 minuti di lettura

Continua a leggere

Da Sapere

Ti porto in Exchange a Seoul

Sono Edo e al momento mi trovo a Seoul, in Sud Corea, alla fine del mio exchange universitario, decisamente una delle esperienze più pazze della mita vita. In questo articolo vi racconterò brevemente la mia esperienza e farò di tutto per convincervi che Seoul è una delle migliori mete dove fuggire da “Mamma Bocconi” per un semestre.  La prima parola che mi viene in mente per descrivere Seoul è semplicemente “grande”. Non soltanto perchè è letteralmente enorme (ha quasi 10 milioni di abitanti), ma anche perchè con la sua vita frenetica, sempre accesa e in movimento in qualsiasi ora del giorno, ti fa sentire minuscolo. Una delle prime sensazioni che ho provato le prime volte in cui passeggiavo per Gangnam (la montenapoleone di Seoul, dove il palazzo più piccolo e insignificante è più alto dei grattacieli di di Milano) era allo stesso tempo di emozione e paura.  A Seoul è impossibile annoiarsi, ogni distretto e ogni quartiere ha il suo “carattere” e qualcosa di particolare da offire. A Hongdae, dove in un modo o nell’altro prima o poi finirete per ubriacarvi di soju, ballerini e gruppi musicali coreani mettono su veri e propri show per strada a suon di K-Pop. A Itaewon, il quartiere internazionale della città, incontrerete le persone più pazze e con i colori di capelli più stravaganti di sempre. Nei quartieri universitari avrete un assaggio di cosa vuol dire vivere la vita da studente in corea: un mix di studio matto e disperatissimo in biblioteche silenziosissime e bevute accompagnate da grida e canti in coreano nei pocha, i pub coreani.  Per di più, rimarrete senza parole dalla efficienza e dalla sicurezza della Corea. In una città incredibilmente grande, potrete muovervi facilmente con metro e autobus e raggiungere in meno di un ora ogni angolo della metropoli. Avete perso il telefono o il portafoglio da qualche parte? Cascasse il mondo i coreani ve lo riporteranno: ogni stazione di polizia custodisce gli oggetti smarriti per la città in attesa che i loro proprietari vengano a reclamarli.  Ovviamente vivere in Sud Corea non è tutto rose e fiori. In primo luogo, le barriere linguistiche tra il coreano e l’italiano (così come le lingue latine e/o occidentali) sono enormi, è quasi impossibile capirsi se non tramite l’inglese o – se avete il coraggio di studiarlo – il coreano. Spesso per gli stranieri può essere difficile capire le varie procedure burocraticheper l’università o per l’immigrazione. Molti coreani, poi, hanno difficoltà a parlare inglese e in tantissime occasioni vi troverete a dover indicare sul menù che cosa volete ordinare nei ristoranti e a cercare disperatamente di comunicare a gesti che non lo volete piccante.  L’università che ho frequentato a Seoul è la Korea University (고려대학교). Una delle migliori università in Corea (insieme alla Seoul National University e alla Yonsei University), offre tantissimi majors da quelli in economia, a quelli in arti visive, a quelli in lingua e letteratura, a quelli in scienze, medicina e ingegneria. Il mio college era quello di Economics and Political Science, dove ho studiato:

23 agosto 2022

4 minuti di lettura

Continua a leggere

Da Sapere

Università e liceo: quali differenze?

Giurata eterna amicizia agli amici del liceo, ogni studente fresco di maturità (e fresco di test d’ammissione) si accinge ad affrontare un percorso totalmente nuovo ed altrettanto avvincente: l’università. Libri pesanti, camici e tirocini rendono unica la carriera in ateneo, a cui si aggiunge una maggiore autonomia nello studio. Per questo l’università rappresenta un mondo totalmente nuovo in cui confrontarsi e conoscere tante nuove persone. Ma quali sono le differenze tra lo studiare al liceo e all’università? Ammesso che avere un buon liceo alle spalle dia le giuste basi per una discreta organizzazione del tempo, dimentichiamoci interrogazioni, verifiche e scadenze a breve termine. L’università è divisa in semestri o trimestri, durante i quali si frequentano i corsi dei vari professori. Al loro termine si è chiamati a dimostrare competenze e conoscenze acquisite. Per questo è necessario per lo studente avere buone capacità di organizzare il proprio tempo durante i corsi in vista degli esami. All’esame, infatti, si è giudicati in base alla performance ancora di più che al liceo, dove i professori conoscono bene carattere e capacità dello studente che hanno di fronte: varcata la soglia dell’università si è un numero di matricola e i professori raramente conoscono il tuo nome e cognome (e spesso, diciamocelo, è anche un bene). Un’altra caratteristica del frequentare l’università è che si infittisce lo scambio di appunti, di dispense e di suggerimenti anche tra studenti di anni diversi. Nascono gruppi di studio e di lavoro che assumono una forma totalmente nuova rispetto a quelli del liceo (la parola sbobine entrerà nel vostro linguaggio quotidiano fino a che non la odierete). Tra universitari si condivide il pomeriggio al parco a studiare e a prendere il sole, la mattina libera in biblioteca (la mattina libera?? Quale??), la casa se si è fuorisede, il pranzo e – perché no – anche la serata al pub. (leggere questo nel 2022 fa scendere una lacrimuccia, ma tutto questo prima o poi tornerà!) Ma soprattutto, insieme ai vostri futuri colleghi, avrete la fortuna di poter condividere esami, lacrime (tantissime, le patologie dei condotti lacrimali intasati saranno all’ordine del giorno), gioie (poche, ma intense), giornate intere sulle sbobine di cui prima, notti intere sulle stesse sbobine su cui rigorosamente rovescerete il caffè ormai freddo che però ancora trangugiate perchè si, quella caffeina è l’unica cosa che ancora vi permette di capire che stiamo parlando di centrioli, e non di cetrioli. Ecco, lo so che messa giù così probabilmente starete pensato “emm… no. Grazie”. Ma vi posso assicurare, per esperienza vissuta, vissutissima, che nella vita nulla unisce di più di quel disagio. E se tanto mi dà tanto, ora, leggendo queste parole, un piccolo mezzo sorriso vi è comparso sulla rima labialis laterale sinistra. Perché già lo avete provato sulla vostra pelle, con i vostri amici di sempre. L’università sarà solo un nuovo mondo, per incontrarne molti altri nuovi, che vi cambieranno la vita, a volte salveranno anche, e con cui è altamente probabile che tesserete relazioni che dureranno molto più a lungo di qualsiasi periodo universitario. In conclusione, la differenza principale tra il liceo e l’università è che si è lasciati al proprio destino e per cavarsela bisogna imparare ad organizzarsi. Questo è fondamentale anche per poter avere altre attività oltre allo studio. Non rimpiangere il liceo: l’università ti riserva ancora molte piacevoli sorprese.

19 febbraio 2022

3 minuti di lettura

Continua a leggere

Da Sapere

Matematica: esponenziali e logaritmi

I logaritmi e gli esponenziali costituiscono una presenza costante fra i quesiti di matematica del test di ammissione della Bocconi e, nonostante possano sembrare, soprattutto i logaritmi, un qualcosa di impossibile, spesso la risoluzione è più facile del previsto. Per introdurre i logaritmi è necessario prima capire bene gli esponenziali, perché le due cose vanno di pari passo, capito uno si capisce anche l’altro. Un’equazione esponenziale è un’equazione in cui l’incognita compare all’esponente. Indicati con a e b due numeri reali, l’equazione esponenziale elementare è: ax=b La risoluzione consiste, quando è possibile, nel trasformare b in una potenza di a, per poi trasformare l’uguaglianza fra potenze in un’uguaglianza fra esponenti. Prendendo come esempio 2x=1, per risolverlo bisogna trovare il valore di x tale per cui 2x risulti uguale a b = 1. In questo caso la soluzione è semplice: qualsiasi numero elevato a 0 dà come risultato 1. Fin qui tutto liscio… Data quindi l’equazione esponenziale elementare ax=b, ora possiamo introdurre i tanto temuti logaritmi. Dati due numeri positivi a e b (con a ≠ 1), definiamo logaritmo in base a del numero b l’esponente da attribuire alla base a per ottenere il numero b: logab se e solo se ax=b log24 =2 se e solo se 22=4 E adesso un po’ di proprietà di cui non potete fare a meno se volete essere più tranquilli il giorno del test:

1 settembre 2021

3 minuti di lettura

Continua a leggere